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giovedì 20 febbraio 2014

Montepulciano, vitigno autoctono, qualità dal "cuore d'Italia"

Il vitigno autoctono Montepulciano è stato il protagonista della serata di degustazione che la Sezione ONAV di Vercelli ha organizzato venerdì 7 febbraio scorso presso il Circolo Ricreativo Vercellese.
La preziosa collaborazione di importanti produttori abruzzesi e marchigiani ha permesso alla sezione vercellese di presentare, nel corso di una piacevolissima serata di degustazione, diversi vini la cui alta qualità trae origine dalla sapiente elaborazione del Montepulciano. Vini che rappresentano al meglio la tradizione enologica dell'Italia centrale, che ha saputo affrancarsi da un'immagine passata che legava il Montepulciano ad un'enologia più quantitativa che qualitativa.
Accompagnati dalla passione per l'arte enologica di Alessandro Moroder, storico produttore anconetano, sono stati degustati i seguenti vini:
Cantina Zaccagnini, Myosotis, Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2012
Tenuta I Fauri, Montepulciano d'Abruzzo Baldovino DOC 2012
Cantina Zaccagnini, San Clemente Montepulciano d'Abruzzo DOC, Terre di Casauria Riserva 2010
Azienda Agricola Moroder, DORICO Conero Riserva DOCG 2009
Bosco Nestore, Don Bosco, Montepulciano d'Abruzzo DOP 2008
Dino Illuminati, Zanna, Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane D.O.C.G. Riserva 2008
Fattoria Le Terrazze, Sassi Neri, Conero DOCG Riserva 2008
Gianni Masciarelli, Villa Gemma, Montepulciano d'Abruzzo DOP, 2006 
Il Montepulciano è una delle uve a bacca rossa più conosciute e più importanti d'Italia e, come emerge dai dai ISTAT 2010, risulta essere il secondo vitigno, dopo il Sangiovese, coltivato su una superficie di quasi 39 mila ettari.
La presenza di produttori delle due regioni elettive di coltivazione, Marche ed Abruzzo, ha permesso un valido confronto fra diverse aree produttive; confronto che ha confermato la "bontà" delle scelte di alcuni lungimiranti produttori, convinti (ed Alessandro Moroder è proprio uno di questi) che con le uve della propria terra e con l’ausilio delle più moderne tecniche enologiche, si possono creare grandi vini.
Ed il momento degustativo ha confermato in pieno il valore qualitativo della selezione presentata: dal "giovane" e fresco Cerasuolo, al Dorico Riserva 2009 ed al Montepulciano d'Abruzzo 2006, vini importanti, che si aprono al naso con un "bouquet" completo e compiuto e poi in bocca austeri, densi e concentrati, ricchi di aromi, per regalarci complesse sensazioni e piacevolissimi ricordi.
La serata si è chiusa con un brindisi all'ospite, Alessandro Moroder, che ha saputo, con eleganza e discrezione, trasportarci "nel cuore d'Italia" da cui si origina anche il suo straordinario Dorico DOCG.
E si è brindato con il "Rosè Osè" Metodo Classico, Vendemmia 2011 di Dora Sarchese; ancora un’elaborazione intelligente del Montepulciano d'Abruzzo, protagonista di un raffinato spumante dallo splendido colore rosa ciliegia e dall'intenso profumo di frutta a bacche rosse.
Degna conclusione di una piacevole ed “impegnativa” serata alla scoperta del Montepulciano  d’Abruzzo.
 
Le foto della serata sono di Donatello Lorenzo, Consigliere ONAV e fotografo in Vercelli.

martedì 12 febbraio 2013

Grignolino: vino di principesse e principi.

E' stata una splendida serata la degustazione organizzata venerdì 1 febbraio al Circolo Ricreativo Vercellese dalla Sezione ONAV di Vercelli e dedicata al Grignolino, per degustare, ma soprattutto per capire questo straordinario vino, indissolubilmente legato ad un lembo di territorio che parte dalle ripide colline astigiane per terminare sulle prime propaggini del Monferrato casalese, regalandoci un’altra preziosa gemma dell’enologia piemontese.
La degustazione è stata condotta da due esperti e graditissimi ospiti: l’enologo astigiano Mario Redoglia e il Dr. Giancarlo Sattanino, Delegato della Sezione ONAV di Asti.
Sono stati presentati i “Grignolino” di cinque importanti aziende vitivinicole astigiane ed alessandrine:
Grignolino d'Asti 2011 - Fratelli Durando di Portacomaro (AT)
Grignolino d'Asti 2011 - Moncucchetto dei Fratelli Biletta di Casorzo (AT)
Grignolino d'Asti 2011 - Terre dei Roggeri di Castagnole Monferrato (AT)
Grignolino del Monferrato Casalese 2011 - Bricco del Bosco, Accornero di Vignale M.to (AL)
Grignolino del Monferrato Casalese 2011 - Bricco Mondalino, Gaudio Mauro di Vignale M.to (AL).
 
Mario e Giancarlo hanno sapientemente guidato i presenti alla scoperta di questo straordinario vino dal fascino discreto, come quello delle persone veramente raffinate ed eleganti, derivato da uno dei vitigni più antichi del Piemonte: il Grignolino, vitigno “scontroso”, che richiede attenzione e cura particolari in vigna, sensibile com’è all’oidio ed al marciume acido, e che predilige terreni poco fertili, sabbiosi, rifuggendo da abbondanti concimazioni azotate per dare il meglio di se.
 
I vini degustati hanno riservato delle straordinarie sorprese: un bel colore granato, limpido e trasparente con delicati riflessi aranciati; al naso sentori floreali, ma anche fruttati, con piacevoli sfumature che ricordavano le rosse ciliegie, l’uva fragola con un complesso bouquet di profumi davvero fini ed eleganti (Il vino dei principi!). I bocca poi... piacevolissimo al palato, con una freschezza sorretta da un nerbo acido che ben si sposa ai tannini già morbidi a cui il buon tenore in alcol conferisce pienezza avvolgendo completamente il cavo orale, lasciando in fine una lunga ed piacevolissima persistenza.
Alla degustazione è seguito l'assaggio (molto apprezzato!) della "paletta", insaccato a base di carne suina, tipico prodotto  della ruralità Biellese che ha degnamente concluso una piacevole serata in compagnia di tanti amici.
E come sempre un sentito ringraziamento a Laura, Patrizia, Giovanni e Paolo per il servizio (puntuale, impeccabile), a Barbara per l'allestimento della sala e last but not least a Donatello per le splendide foto.

mercoledì 26 dicembre 2012

El Corazon del Duero

Il secondo appuntamento con le Denominación de Origen spagnole organizzato dalla Sezione ONAV di Vercelli, in collaborazione con Ferruccio Castelli, Capo Dipartimento Agroalimentari e Vini dell'Ufficio Economico e Commerciale dell'Ambasciata di Spagna,  si è svolto il 17 dicembre scorso, a Vercelli, presso il Circolo Ricreativo Vercellese, ed è stato dedicato alla D.O. Ribera del Duero.
Ezio Alini, consigliere nazionale dell'O.N.A.V., ha presentato ai numerosi degustatori presenti la storia della D.O. e l'evoluzione produttiva che negli ultimi vent'anni ha portato la Ribera del Duero tra le produzioni economicamente più significative dell'enologia spagnola.
Il territorio della D.O. occupa la Castiglia-Leon, zona nord-occidentale della penisola iberica, lungo  il fiume Duero, il più grande bacino della Spagna che attraversa vaste pianure ed altipiani rocciosi.
Gli ettari vitati sono più di 20.000, con un clima caratterizzato da sbalzi termici legati all'altitudine media dei vigneti e da scarsa piovosità. La ricchezza minerale del substrato pedologico afferisce ai vini del territorio particolari caratteristiche organolettiche che li rendono tra i più interessanti di tutta la Spagna.
Accanto al classico Tempranillo (tinta fina o tinta del país) nella Ribera del Duero si coltivano i vitigni cosmopoliti quali il merlot, il cabernet sauvignon, il malbec e la garnacha (grenache, cannonau). L'unico vitigno bianco, l’albillo, viene utilizzato nell’assemblaggio per la produzione dei vini rossi, in quanto nella regione non si produce vino bianco.
L'interessante presentazione di Ezio Alini è stata la perfetta premessa per la degustazione della selezione dei vini che il Consejo Regulador de la D.O. Ribera del Duero "El Corazon del Duero" ha proposto:
1) Ribera del Duero Rosado 2011
Dal bel colore rosa fragola intenso, un bouquet complesso di frutta rossa, fragola, ciliegia, lampone ed un sapore fresco ed equilibrato che ci ha piacevolmente sorpresi.
2) Ribera del Duero tinto Joven 2010
Un buon vino rosso Joven dal bel colore luminoso e allegro con sfumature viola; al naso piacevoli sensazioni di fruttato ed eleganti note floreali con un sentore fresco di macerazione. Sapori di frutta riconoscibili al palato, persistenti con un fondo leggermente e gradevolmente amaro.
3) Ribera del Duero Crianza 2008
Un bel rubino luminoso. All’esame olfattivo emerge in primis la confettura, i frutti di bosco, ribes nero in prevalenza, con una discreta complessità. In bocca morbidezza, viva acidità, legno, ma non invadente, con un’elegante vaniglia. Che dire... grande vino!
4) Ribera del Duero Reserva 2007
Bel colore rosso granato, profumi fini e complessi, si percepisce il cassis, la liquerizia, il goudron, il cuoio, con un elegante sfondo speziato. Pienezza di corpo in bocca e buoni tannini e lunga persistenza gustativa, supportata da una trama acida ben integrata che dona freschezza e longevità al vino. Ottimo, un successo!
A complemento dei vini, la sezione di Vercelli, ha offerto agli amici intervenuti un assaggio di prodotti locali, salumi santhiatesi e formaggi della Val Sessera, per poi concludere la serata con un brindisi natalizio che, per essere in tema ispanico, ha visto protagonista il Cava (Codorniu Brut Clasicos 1872 e Codorniu Brut Seleccion Raventos).
Un brindisi al nuovo anno, a nuove degustazioni, magari, cosiderato il favore con cui sono state accolte le due D.O. Rias Baixas e Ribera del Duero, esplorando ancora altri territori dell'enologia spagnola.
Un ringraziamento particolare a Ferruccio Castelli dell'Ambasciata Spagnola a Milano, a Carlo Consonni ed Enzo Brambilla dell'ONAV Lombardia, che hanno messo a disposizione della nostra Sezione  i grandi vini spagnoli degustati nel corso del 2012 e, naturalmente, un grande abbraccio al nostro staff (Laura, Patrizia, Maria Cristina, Giovanni, Paolo) che con professionalità e passione collabora infaticabilmente per la miglior realizzazione delle nostre serate di degustazione.
Le foto, belle come sempre, come sempre sono di Donatello Lorenzo, photographer in Vercelli.

domenica 23 dicembre 2012

Auguri!

Laura Capellino, Mauro Dal Buono, Patrizia Giardino, Donatello Lorenzo, Maria Cristina Nale,
Ermanno Raffo, Barbara Rosso, Giovanni Rosso, Giuseppe Sicheri.

martedì 15 novembre 2011

Bramaterra, un vino ed un territorio da scoprire

La Sezione ONAV di Vercelli in collaborazione con la Sezione ONAV del Piemonte, l’Associazione Interprovinciale per la Vitivinicoltura di Pregio nelle Colline del Bramaterra, l’Assessorato all’Agricoltura della Provincia di Vercelli, il Comune di Roasio e l'Associazione Promoriso ha organizzato una serata  di degustazione dedicata alla D.O.C. Bramaterra ed aperta a tutti gli Assaggiatori piemontesi.
L'invito e' stato raccolto da più di 140 Assaggiatori provenienti da tutto il Piemonte che, giovedì 10 novembre scorso,  hanno affollato il Salone Comunale Polivalente Virtus,  messo a disposizione dal Comune di Roasio, per degustare il Bramaterra, autentica gemma dell'enologia piemontese.
Tra i numerosi ospiti, l'Assessore all'Agricoltura della Provincia di Biella, Guido Dellarovere (che proprio nel 2010 ha ottenuto il diploma di Assaggiatore), il Vice-Presidente Nazionale dell'ONAV, Lorenzo Marinello, accompagnato dai Consiglieri Nazionali, Ezio Alini e Giancarlo Mirone ed alcuni tra i Sindaci del Bramaterra.
L'intenso programma e' iniziato alle ore 20,00 con la presentazione del territorio del Bramaterra attraverso la visione di un filmato "Bramaterra, un territorio ed un vino da scoprire" realizzato utilizzando le splendide fotografie di Donatello Lorenzo, fotografo in Vercelli.
E, subito dopo gli onori di casa di Ubaldo Gianotti, Sindaco di Roasio, e' iniziata l'"impegnativa" degustazione del  Bramaterra, tecnicamente guidata da Ermanno Raffo, nella duplice veste di Delegato dell'ONAV di Vercelli e di Presidente dell'Associazione Vitivinicola del Bramaterra e del Lessona, con il prezioso supporto di due Tecnici che assistono i vitivinicoltori biellesi e vercellesi, Enrico Fileppo, Enologo, e Michele Colombo, Agronomo.
Sul palco assieme ai Tecnici sono saliti i principali "attori" della serata, i Produttori del Bramaterra che hanno raccontato con passione e competenza delle loro vigne, delle cantine e, soprattutto, del frutto del loro lavoro: il Bramaterra.
Ben 11 vini, suddivisi in diverse annate, sono stati selezionati e presentati al giudizio attento dei degustatori, per rappresentare al meglio il territorio dei sette comuni dalle cui ripide, aride colline, dalle rocce rosse frantumatesi nei millenni, vengono ottenuti.
Si è iniziato con l’annata più recente, il 2007, di 5 produttori:
Odilio Antoniotti (Sostegno),
Matteo Baldin (Lozzolo),
Carlo Colombera (Masserano),
Paolo Mussa (Lozzolo),
Tenute Sella (Villa del Bosco).
Sono stati poi confrontati due vini del 2006, "La Ronda" di Lodovico Barboni di Roasio con il Bramaterra del giovane Stefano Vampari di Masserano.
La degustazione e' proseguita con un Bramaterra 2004 di Roberto Diana e un 2003 di Adriano Sartor, entrambi di Brusnengo, per poi chiudere questa "intensa" prima parte con "La Palazzina", Bramaterra 2000 prodotto da Leonardo Monta' di Roasio.
Ma gli Organizzatori hanno voluto riservare ai numerosi partecipanti un assaggio particolarissimo, un Bramaterra annata 1985, 26 anni di invecchiamento  che non hanno scalfito le peculiarità tipiche di questa ricercatissima D.O.C..
E cosi', grazie all'impeccabile servizio degli amici dell'ONAV,  tutti hanno potuto apprezzare del Bramaterra  il bel colore rosso granato con splendenti riflessi aranciati, il profumo complesso, in cui si scoprono mille sfumature e mille essenze straordinariamente eleganti, ed in bocca armonia, mineralità, tannini presenti ma tendenzialmente morbidi, equilibrio tra alcol ed acidità, ed infine gradevoli sensazioni speziate e minerali, con una liquerizia piacevole che rimane a ricordo di un grande ed inimitabile vino.
Come degna conclusione di una serata "speciale" un piatto di "vera" panissa vercellese che l'Associazione Promoriso, rappresentata dal suo Presidente  Quirino Barone, ha voluto offrire agli ospiti, accompagnandola, "dulcis in fundo",  con le favolose torte di riso, che ben si sono abbinate al Moscato d'Asti DOCG che i Produttori di Moscato d'Asti Associati (rappresentati dal giovane enologo Daniele Bianco) hanno messo a disposizione per chiudere in bellezza questo importante appuntamento enologico.
Ringraziamenti:
all'infaticabile Ubaldo Gianotti,
alle nostre "ragazze",  Barbara, Cristina, Laura, Patrizia,
ai nostri "boys", Giovanni, Paolo e "Pino",
al grande fotografo, Donatello, (come sempre sue le foto della serata),
ai vitivinicoltori (Odilio Antoniotti, Matteo Baldin, Nino Barboni, Carlo Colombera, Orlando Cremonini, Roberto Diana, Cristiano Garella, Leonardo Monta', Paolo Mussa, Adriano Sartor, Stefano Vampari),
ai Tecnici, Enrico e Michele,
a Umberto Gilodi.


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giovedì 30 giugno 2011

L'ospite d'onore: il Roero Arneis

La Sezione ONAV di Vercelli ha organizzato un'importante ed impegnativa (ben 9 vini!) serata  di degustazione dedicata all'Arneis ed al Roero, in collaborazione con Ezio Taliano del Consorzio dei Produttori del Roero.
Questo incontro speciale con l'Arneis si è tenuto lunedì 20 giugno scorso presso il Circolo Ricreativo Vercellese, che anche questa volta è stato letteralmente "saturato" (quasi sessanta Assaggiatori) da un pubblico attento e partecipe, che ha dimostrato di gradire moltissimo questa degustazione monotematica.
Con Ezio Taliano erano presenti il giovane Federico Almondo, agronomo e vitienologo, dell'Azienda Almondo Giovanni di Monta' d'Alba e Dino Negro dell'Azienda Vitivinicola Pace di Canale.
Ezio Taliano
Fedrico Almondo
Con la loro guida e con i preziosi commenti di Ezio Alini, autore di una dettagliata guida sul Roero Arneis distribuita ai presenti, è iniziata la serata e, nell'ordine, sono stati degustati:
 Cornarea 2010
• "PRADUAJ" 2010 Malabaila
• "SERNI'" 2010 di Taliano Michele
 "BRICCO DELLE CILIEGIE" 2010 di Almondo Giovanni
• "PERDAUDIN" 2010 di Negro Giovanni Pace 2010 di Pietro e Dino Negro.
Vini dalle sfumature diverse che coniugano perfettamente le caratteristiche di un territorio complesso e variegato; dalle diverse "nuances" del colore paglierino, più o meno carico, ma dalle sempre brillanti e luminose sfumature; profumi intensi e persistenti, con sentori di pesca bianca, fruttati, con spezie che ricordano la camomilla appassita; e in bocca il "comune denominatore" rappresentato dalla fresca acidità, dall'armonia e dalla struttura,  da una bella componente minerale, con quel finale "ammardorlato" che caratterizza il Roero Arneis, questo grande vino bianco piemontese, e che ti invoglia a berne ancora.
E dopo una pausa dedicata ai commenti degli Assaggiatori ed ai racconti di Ezio del suo Roero, ai dettagli sulle pratiche viticole ed di cantina di Federico, la serata è proseguita con la degustazione dei due passiti, di diversa "costruzione" enologica.
Il TARASCO, passito 2007 di Cornarea, ha conquistato il pubblico; passito da "muffa nobile" con una ricchezza derivante dalla concentrazione degli zuccheri e di preziose "sostanze" nell'uva trasmessa poi al vino; nel bicchiere "oro colato" con splendidi riflessi discendenti da un invecchiamento di tre, quattro anni in barriques di Allier da 225 litri ed al "naso" sentori di dolci fichi appassiti dal sole, di nocciole tostate, di miele, di confetture e di fiori di tiglio ed infine al gusto grande corpo ed eleganza, ampiezza e sensazioni morbide e vellutate indimenticabili!
Queste  sensazioni, così forti, hanno nuociuto alla degustazione del secondo Passito di Roero Arneis.
D’altra parte il BALDRACCO di Malabaila è un passito da vendemmia tardiva  con appassimento su graticci e,  a fine dicembre, pressatura soffice e fermentazione in legno.
Ed infatti si è mostrato al naso logicamente piu' "timido", non riuscendo a superare nell'immediato i ricordi olfattivi del Tarasco. Ma poi la bocca è stata pervasa da freschezza e morbidezza, da gusti delicati di confetture anche di frutta esotica, dalla sua eleganza e dalla sua "nobiltà". E di riflesso si è pensato alla storia ed alla tradizione legata al nome del passito, "Baldracco" Malabayla, vescovo cattolico italiano del 1300, proveniente da una nobile famiglia astigiana, consacrato da papa Clemente VI.
La serata non poteva che concludersi con un brindisi dedicato al Roero Arneis ed ai suoi produttori.
E proprio con l'Arneis Roero Spumante Metodo Classico dell'Azienda Agricola Negro Angelo e Figli di Monteu Roero gli Assaggiatori vercellesi hanno ringraziato gli amici Ezio Talliano, Federico Almondo e Dino Negro per l’amabilità con cui è stata condotta la serata, per le emozioni che sono state trasmesse, discendenti dall’affetto al proprio territorio e dall’orgoglio del proprio lavoro.

Grazie a Giacomo Bersano, per l'organizzazione ed il servizio di segreteria, a Patrizia Giardino e a Giovanni Rosso, impeccabili coppieri e a Donatello Lorenzo, fotografo (grande) in Vercelli.

lunedì 23 maggio 2011

La tradizione dei Poderi Colla

La Sezione O.N.A.V. di Vercelli ha organizzato per venerdì 29 aprile scorso, in collaborazione con Luisa Pezzia Fornero, collaboratrice del Gruppo Meregalli, una Degustazione speciale dedicata all'Azienda Poderi Colla di San Rocco Seno d'Elvio, 82, in "quel" di Alba.
Sono stati degustati dai numerosi “onavisti” presenti (piu’ di sessanta persone) 4 "grandi" vini di "Poderi Colla", presentati con passione e competenza dall’Enologo, Pietro Colla.
La degustazione si e’ aperta alla grande con lo Spumante Metodo Classico Millesimato Pietro Colla Extra Brut prodotto nelle Cascine Drago di Alba con un uvaggio di Pinot Nero e Nebbiolo; l’affinamento e’ avvenuto in bottiglia per tre anni circa prima della sboccatura; si e’ proceduto alla ricolmatura con lo stesso vino senza aggiunta di liquer d'expédition.
E’ stato poi presentato il secondo vino:
Barbera d’Alba Costa Bruna D.O.C. 2008 prodotto nella Tenuta Roncaglia di Barbaresco,  su terreni ad esposizione Ovest ad un’altitudine media di 250 m.s.m.. Molto interessanti le spiegazioni di Pietro Colla: “Raccolta delle uve in piccole ceste forate, immediata diraspatura, pigiatura, macerazione con le bucce per 10/12 giorni a una temperatura massima di 28°/30°, fermentazione malolattica completa prima dell'inverno. Affinamento in botti e fusti di rovere per 12 mesi circa. Imbottigliamento senza filtrazione.”
L’attenzione dei presenti si e’ focalizzata sul “Bricco del Drago”,
Langhe D.O.C. Bricco del Drago (Dolcetto 85% Nebbiolo 15%)
il primo "Super Vino da Tavola" piemontese, se non italiano, prodotto nelle cantine di San Rocco Seno d’Elvio (poco distante dal centro di Alba); il terreno ed il microclima delle Cascine Drago conferiscono al Dolcetto un'incredibile complessità e struttura.
È un grande vino che esalta le potenzialita’ di un dolcetto complesso e strutturato con la sapiente aggiunta di nebbiolo per l’apporto di finezza, eleganza, longevita’, caratteristiche che si sono ben evidenziate nel corso della degustazione.
Infine la serata si è degnamente conclusa con il Barolo D.O.C.G. Bussia 2006 (Nebbiolo 100%, sottovarietà Lampia 40% e Michet 60%) proveniente dalla sottozona Dardi di Bussia considerata tra i piu’ grandi cru di Barolo. E sotto la guida di Pietro Colla ne e’ stato apprezzato il colore rosso rubino intenso e brillante; il profumo complesso con note minerali, con elegante sottofondo di liquerizia e sentori di cuoio, in giusto e delicato equilibrio; complessità ed eleganza confermati in bocca con tannicità morbida ed equilibrio rimarcabile.
Serata speciale, come detto, che ci ha permesso di apprezzare la spirito dell'azienda Poderi Colla, permeato dalla storicità, dal legame stretto con il territorio e con la tradizione con risultati (i vini) che ne sono la migliore espressione compiuta.


Le belle foto della serata sono (come al solito...) di Donatello Lorenzo, fotografo in Vercelli.


mercoledì 23 marzo 2011

Champagne!

Ezio Alini, Consigliere Nazionale ONAV, e' stato l'ospite d'onore della serata di degustazione, organizzata dalla Sezione ONAV di Vercelli, dedicata allo "Champagne" presentando i vini di due "maisons" (Maison Brice, Maison Nicolas Maillart) che bene hanno rappresentato il "terroir du vignoble champagne" che per la sua peculiarita', il suo paesaggio (Paysage du Champagne) e per la sua straordinaria importanza culturale sta per essere riconosciuto come “patrimonio dell’umanita'” dall’UNESCO.
La serata si e' svolta martedì 15 marzo scorso nell'Aula Magna dell'Istituto Tecnico Agrario "G. Ferraris" di Vercelli con la Dirigente Scolastica, Lella Bassignana, a fare gli onori di casa; piu' di ottanta appassionati hanno partecipato alla degustazione  per iniziare a comprendere, sotto la guida di Ezio Alini, la "complessita'" ed il valore di una delle più importanti produzioni dell'enologia francese.
La degustazione e' partita  dai "blancs de blanc" da Chardonnay, con "Brice Cramant Grand Cru" (Chardonnay: 100%), "Nicolas Maillart Les chaillots Gillis 1^er Cru 2003" (Chardonnay: 100%). Si e' poi passati alle complessita' degli uvaggi (pinot noir e chardonnay) con "Nicolas Maillart 1^er Cru Millesime 2003" (Pinot noir 50 %, Chardonnay 50 %), "Brice Millesime 2002" (Pinot Noir: 75% Chardonnay: 25%), per concludere con un millesimato speciale "Nicolas Maillart Cuvee Prestige" del 1995 (Pinot Noir: 65% Chardonnay: 35%).
E le impressioni (ancora vive) sui vini degustati vengono di “getto” riportate:
- Brice Cramant Grand Cru (proveniente esclusivamente dal terroir de Cramant):
freschezza giovane,  leggeri profumi di biancospino, degna apertura di  serata, con un ricordo in bocca cristallino e delicato.
- Nicolas Maillart Les chaillots Gillis 1^er Cru 2003:
una “stoffa”  giallo intenso, perlage fine, note boisees leggere, con sentori di scorza di arancia candita, in bocca freschezza, complessità e molta armonia.
- Nicolas Maillart 1^er Cru Millesime 2003:
champagne piu' complesso, con il Pinot Noir che apporta potenza e corpo, con sentori di mandorle; in bocca pieno e quasi succoso, una vinosita' ben bilanciata con la fresca acidita' e la lunga persistenza. 
- Brice Millesime 2002 (cuvee millesimata da assemblaggio di Grandi Crus e di Premiers Crus della Montagne de Reims e della Cote des Blancs):
uno splendido colore biondo setoso, frutti rossi ed agrumi al naso, in bocca ampio, generoso e rotondo e persistente.
- Nicolas Maillart Cuvée Prestige 1995:
colore dorato, "schiuma" leggera; in bocca esprime tutta la sua potenza, ma mantiene ancora un'invidiabile freschezza ed una buona finezza, dimostrando un ottimo invecchiamento in bottiglia.
I numerosi degustatori presenti sono stati particolarmente colpiti dai vini di queste due piccole “maisons” per la loro personalita', per la loro struttura ed eleganza.
Per tutti i presenti la serata ha rappresentato quasi l’”iniziazione” alla scoperta di un "terroir" unico, che ben si esprime nelle sfumature dorate del vino: oro pallido, oro grigio, oro antico.... nel bouquet di aromi di fiori o di frutti o di spezie, vaniglia, brioche…
E poi che sorpresa! … nel gusto ritrovare gli aromi identificati dal naso, e scoprire la delicatezza, ma nello stesso tempo la complessità di questo grande vino, lo Champagne.
Le foto, anche per questa serata speciale, sono di Donatello Lorenzo (Photographer in Vercelli); il vino e' stato gentilmente servito da Laura Capellino, Giovanni Rosso e "Pino" Ferraris; il lavoro di segreteria ha visto impegnati, come sempre, Barbara Rosso e Giacom(in)o Bersano.
Aspetto commenti ed impressioni dai Lettori (per fortuna non pochi) di questo blog sugli Champagne degustati.
Le foto sono cortesemente concesse da Donatello Lorenzo.

lunedì 8 novembre 2010

Franciacorta, terroir e qualita'


Ancora una volta gli amici Assaggiatori vercellesi, biellesi e novaresi sono intervenuti numerosi per l'atteso appuntamento con il Franciacorta, svoltosi giovedi' 28 ottobre scorso, ospitati da Laura Giachetti nel suo bel Bar Viotti nel centro di Vercelli; appuntamento che e' stato nobilitato dalla presenza di un illustre relatore, Mario Falcetti.
Riporto alcune note biografiche:
Mario Paolo Falcetti, classe 1960, agronomo ed enologo, direttore dal 2008 di Quadra, realtà franciacortina con sede a Cologne (Brescia).
E’ autore e co-autore di oltre 120 pubblicazioni a carattere scientifico inerenti la viticoltura e l’enologia e diversi libri d’argomento viticolo-enologico.
Nel 1994 ha ricevuto il Premio Internazionale Barbi Colombini “Provincia di Siena” per la letteratura e scienza vitivinicola per il volume “Faedo ed il suo vigneto. Annotazioni geografiche, storiche ed agronomiche sulla viticoltura e l’enologia del conoide trentino”.
Nel 2008 ha pubblicato il romanzo “Terre”, racconto di viaggi nei piu' suggestivi terroir enologici, che raccomando vivamente agli amici appassionati di "vino e dintorni"
...insomma un libro da leggere tutto d'un fiato!
I vini degustati sotto la "ferma" guida di Mario sono stati
Franciacorta Quadra Brut
- cuvèe a base di uve Chardonnay (80%), Pinot nero (10%) e Pinot bianco (10%) fermentate in acciaio -
Franciacorta Quadra Rosé
- una cuvée a base di PINOT NERO (80%) e Chardonnay (20%) fermentati in acciaio inox e affinati per 24 mesi -
Franciacorta Quadra Satèn 2004
-caratterizzato dall’esclusiva presenza di uve a bacca bianca e dalla pressione inferiore (4,5 atmosfere anziché 6) rispetto agli altri Franciacorta -
Franciacorta Quadra Quvée 18 2005
- cuvée a base di PINOT NERO (20%) e Chardonnay (80%) fermentati in acciaio inox e barriques (10%), affinamento vini base in inox per 4 mesi, affinamento in bottiglia per 40 mesi, tirage 10 maggio 2006 -


La serata è stata molto apprezzata e gli Assaggiatori sono stati letteralmente trasportati da Mario Falcetti nel cuore del Franciacorta e nella "filosofia" produttiva che l'Enologo ha mutuato con Quadra: qualita' e terroir: binomio indissolubile.

Un ringraziamento particolare a Luisa Pezzia, collaboratrice anche del Gruppo Meregalli (che si occupa della distribuzione di prodotti alimentari e di vini di qualita' fin dal 1856) che ha suggerito l'idea della serata sul Franciacorta, coinvolgendo l'azienda Quadra ed il suo Enologo.


Infine grazie a Laura Capellino e Giovanni Rosso per il servizio inappuntabile, a Barbara Rosso per la segreteria della serata e, come sempre, a Donatello Lorenzo per le belle fotografie.

lunedì 27 settembre 2010

Serata speciale con vini speciali: Sauternes et Barsac

Serata speciale con vini speciali quella di martedì 21 settembre organizzata dalla delegazione ONAV di Vercelli, protagonisti assoluti sono stati i Sauternes.
Ermanno Raffo, Delegato ONAV vercellese, ha presentato la serata e l’illustre ospite, Ezio Alini, Consigliere nazionale ONAV, che, con competenza e passione, ha condotto i numerosi Assaggiatori presenti all’interno dell’affascinante “mondo” dei nobili vini bianchi dolci bordolesi.
Il percorso della “piacevolezza” è partito dallo Château Liot del 2001, proseguendo con Château De Malle e con Château Climens (molto apprezzato), entrambi del 1998, con Château Guiraud del 1995, per chiudersi veramente alla grande con Château Filhot del 1990, a cui i presenti hanno unanimemente assegnato un simbolico “primo” posto in una classifica di eccellenza.
Il successo della serata e la conseguente soddisfazione degli Organizzatori per questa importante degustazione tematica sono legati alla grande concentrazione dei degustatori ed al loro coinvolgimento nella conoscenza dei Sauternes e dei Barsac che Ezio Alini ha saputo trasmettere e ad una buona scelta dei vini, che ha permesso anche il confronto tra un Barsac (Château Climens, Premier Cru) ed un Sauternes (Château De Malle, Second Cru) della stessa annata, il 1998.
Il “racconto” dei territori delle A.O.C., dei vitigni, della pourriture noble (muffa nobile), delle vendemmie manuali (grappolo per grappolo, acino per acino), delle accurate vinificazioni, dell’affinamento in legno, ha permesso agli Assaggiatori di apprezzare fino in fondo questi vini speciali, veri e propri capolavori artistici in bottiglia.
Nel corso della serata Ermanno Raffo ha illustrato i programmi della delegazione vercellese per la seconda parte del 2010, che prevedono per il 28 ottobre prossimo un incontro con la Franciacorta ed i suoi spumanti, per il 22 novembre una serata di degustazione “ripasso” su schede e punteggi dei vini, intitolata appunto “Mettiamoci alla prova” ed infine una serata pre-natalizia dedicata agli aromi del nostro Moscato bianco, con degustazione guidata delle più interessanti selezioni di Moscato d’Asti.
Sono stati presentati i due corsi di 18 lezioni con Docenti ed Esperti di fama nazionale per nuovi Assaggiatori che coinvolgeranno, a partire dal mese di novembre, l’intero territorio vercellese: infatti un corso si terrà a Vercelli, presso l’Istituto Tecnico Agrario, ed il secondo finalmente dedicato alla Valsesia e Valsessera, presso il ristorante Shamballah a Crevacuore.


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Le belle foto sono state scattate anche in quest'occasione da Donatello Lorenzo, che ringraziamo di cuore!